GENTILE CLIENTE, innanzitutto grazie per aver scelto GALLERIA D’ARTE E FIORI, @rtefiori, di seguito troverai una sintesi di consigli su come coltivare le piante, non che un promemoria dei servizi che la nostra azienda propone.
Iniziamo a parlare di PIANTE, croce e delizia dei nostri appartamenti, infatti, sovente accade che là dove la pianta lega meglio con l’arredamento questa viene a trovarsi in una posizione di scarsa luminosità.
A questo punto, per meglio inquadrare il problema del mantenimento non rimane che attenerci a queste poche regole che permetteranno di prolungare la vita di questi affascinanti esseri viventi, deliziosi complementi di arredo.
Anche se in natura, per ovvi motivi, non esistono piante da interno, andremo a suddividerle in due grandi categorie: le PIANTE DA APPARTAMENTO e le PIANTE DA GIARDINO (terrazzo o balcone). Saranno incluse nelle piante da appartamento tutte quelle essenze provenienti da paesi caldi, in genere della Fascia Tropicale, essenze che temono i rigori invernali. Diversamente chiameremo piante da giardino tutte quelle che si acclimatano alla nostra latitudine.
Le piante da appartamento
Le piante da appartamento devono essere collocate in una posizione luminosa, possibilmente davanti ad una fonte di luce (finestra, balcone, ecc.), se per motivi di spazio o d’arredamento non possiamo illuminarle in maniera adeguata si possono illuminare con lampade fito-stimolanti che oltre a favorire il processo di fotosintesi permetteranno di creare atmosfere particolari di indubbio effetto. Diversamente, E MI RIPETO: per ben conservare le nostre amiche, sarà opportuno scegliere quel punto della stanza maggiormente illuminato dalla luce naturale (davanti alla finestra) dove tenerle abitualmente; niente ci impedirà di spostarle là dove l’arredamento lo richiede nei momenti in cui vorremo rendere la nostra dimora particolarmente accogliente.
Le annaffiature devono essere sempre abbondanti e distanziate nel tempo; si consiglia in ogni modo di proporzionarle alla luminosità di cui la pianta dispone, di conseguenza: TANTA LUCE, TANTA ACQUA; POCA LUCE, POCA ACQUA. Controllando all’inizio d’ogni stagione il consumo delle singole piante, potremo definire la quantità d’acqua e cadenzare le annaffiature.
La pulizia delle piante da appartamento deve essere costante, la polvere è nemica della salute di tutti gli organismi viventi, a maggior ragione delle piante. Esse “respirano” dalle foglie e attraverso il processo di fotosintesi, la pianta si rigenera e si sviluppa. Uno strato di polvere, oltre ad essere notevolmente antiestetico, ottura i pori e produce una perdita di luminosità della stessa. Ricordiamoci inoltre periodicamente di usare in maniera preventiva, naturalmente in forma leggera, insetticidi e fungicidi che ci aiuteranno a mantenere le nostre piante sane e luminose.
Le concimazioni non devono essere troppo frequenti, ricordiamoci tuttavia che, con l’andare del tempo, con le annaffiature, il terreno s’impoverisce delle proprie sostanze nutrizionali, pertanto è opportuno, almeno mensilmente, addizionare l’acqua di irrigazione con un prodotto specifico o spargere sul terreno un fertilizzante a lenta cessione.
I rinvasi: alla bisogna le piante da appartamento si possono rinvasare, in linea di massima, tutto l’anno anche se sono da prediligere le stagioni intermedie. Il diametro del vaso non deve mai essere esageratamente grande (al massimo, 1 o 2 misure superiore a quella esistente) in caso contrario si corre il rischio di stimolare troppo la crescita delle radici, rispetto alla chioma.
Le piante da giardino
Le piante da giardino devono essere posizionate in un modo consono alla latitudine e all’habitat di origine, anche se diverse essenze si sono acclimatate a temperature differenti dal loro paese di origine è sempre meglio controllare, al momento dell’acquisto la buona ambientazione del prodotto, non coltiveremo mai Stelle Alpine a Palermo tanto meno agrumi a Bolzano. Ci sono essenze che un tempo ed ancora oggi, vengono usate per decorare gli interni e per brevi periodi possono vivere in appartamento (es. azalee e gardenie e gli agrumi, ricordiamo le LIMONAIE in uso nelle ville dei laghi italiani) tuttavia, terminata la funzione decorativa sarebbe opportuno ricollocarle in esterno infatti, anche se a prima vista può sembrare strano, la stagionalità e le intemperie sono un vero toccasana che ne stimola crescita e sviluppo.
Per il mantenimento delle piante da esterno, le regole sono leggermente diverse; esse sono esposte al caldo e al freddo, in alcuni casi anche al gelo e, considerando che il nostro Paese si sviluppa in senso verticale e che dalla Vetta d’Italia, a Capo Passero (fra i due punti c’è la differenza di circa 10° di latitudine) l’escursione termica stagionale è notevole, dovremo osservare qualche piccolo accorgimento che ci permetterà di sfruttare le stagioni a nostro vantaggio.
Senza dilungarci sulla posizione delle singole piante, ogni essenza, salvo rare eccezioni, gradisce una location consona alla propria origine ed alla propria natura. Alcune amano il sole mentre altre desiderano siti più ombreggiati, ci sono poi piante che crescono meglio con climi freschi (Rododendri, Aceri, Conifere) altre che amano temperature più calde (Palme, Agrumi, Acacie). Possiamo pertanto affermare, anche se può sembrare banale, che nelle zone temperate, metteremo in collina essenze tipiche delle zone fredde, mentre quelle delle zone calde potranno stare al mare. Una buona regola per l’annaffiatura è eseguirla: nelle stagioni calde, durante le prime ore del mattino, quando l’aria è ancora fresca e comunque poco prima che sorga il sole, in modo che con la prima luce le piante inizino a lavorare; d’Inverno, nelle giornate più rigide, è invece opportuno bagnare le piante durante le ore più calde e con moderazione. Se si vogliono conservare essenze particolarmente sensibili ai climi freddi, è opportuno ripararle dai rigori invernali con una buona pacciamatura del terreno e con tessuti protettivi attorno alle fronde.
Le concimazioni sono sempre da effettuare nelle stagioni intermedie (Primavera ed Autunno), diversamente possono essere seriamente dannose in quanto durante le temperature estreme (eccesso di caldo o di freddo) le piante osservano una sorta di letargo vegetativo ed i fertilizzanti potrebbero bruciarne le radici.
I rinvasi delle piante da esterno sono particolari; la regola suggerisce sempre le stagioni intermedie tuttavia ogni essenza predilige i suoi periodi, ad esempio le conifere è bene piantumarle con il freddo così come diverse piante da siepe. Comunque è sempre opportuno effettuare rinvasi e piantumazioni nelle ore più fresche o comunque al riparo dai raggi del sole.
Piante acquatiche
Le piante acquatiche sono fra le piante più intriganti e ricche di suggestione, col loro fascino evocano spesso eventi mitologici e paesi lontani. Di alcune sono stati trovati reperti fossili risalenti al Miocene e all’era Quaternaria, mentre altre sono citate dalle mitologie di tutto il mondo.
NIMPHAEA e NELUMBIUM (fiore di loto) si adattano anche ai climi rigidi del nord Italia e pertanto possono essere collocate in esterno. I rizomi andranno ancorati al fondo della vasca, che dovrà avere l’acqua ben pulita per permettere a luce e calore di arrivare al fondo.
Il PAPIRO, che sovente presentiamo come pianta da vaso, predilige le rive degli stagni o dei laghi. Il CYPERUS PAPYRUS ama inverni caldi, mentre il CYPERUS ALTERNIFOLIUS resiste in esterno ad inverni temperati; entrambi si possono coltivare in appartamento, in ambienti caldi luminosi e arieggiati.
Altre piante come la SALVINIA e l’EICHORNIA, pur essendo anch’esse piante rustiche, amano un clima più temperato, tutte ben collocate in veranda o nel giardino d’inverno donano all’ambiente un tocco d’esotismo.
Agrumi
D’origine asiatica, oggi in sostanza adornano le fasce temperate di tutto il pianeta, ed oltre ai frutti, quasi tutti prelibati, sono di notevole impatto ornamentale. Amano terreni non troppo argillosi e ben drenati; il ristagno dell’acqua ne danneggia le radici, anche in modo definitivo ed è pertanto da evitare. Prediligono i siti assolati ma reggono anche posizioni in mezz’ombra; amano concimazioni moderate con prodotti a base d’azoto e fosforo; la loro irrigazione dovrà essere abbondante ma ben distanziata. Nei climi con inverni rigidi è bene coltivarli in vaso per poterli riparare meglio all’occorrenza.
Araceae
È una delle famiglie di piante più vaste in assoluto, se ne trovano moltissime anche spontanee alle nostre latitudini mentre la maggioranza delle essenze di questa specie, che troviamo dai fioristi, è di origine tropicale o sub-tropicale, amano essere annaffiate in abbondanza tuttavia non troppo sovente (vedi norme generali di mantenimento) alcune come l’Aglaonema e lo Spathiphillum resistono (attenzione, resistono ma non vegetano) anche in ambienti meno luminosi, altre come il Philodendron, l’Anthurium o il Pothus amano ambienti più luminosi.
Il Pothos, la ZAMIOCULCA e l’Alocasia amano irrigazioni ancora più scarse e terreni ben drenati; attenzione, per queste due specie il ristagno d’acqua può essere fatale. Alcune di queste piante sono coltivate su tutore muschiato, in questo caso per meglio irrigarle, sarebbe opportuno spruzzarle abbondantemente sul palo muschiato e nebulizzare periodicamente anche durante gli intervalli di annaffiatura.
Per quanto concerne il Caladium è doveroso evidenziare una particolarità, questa pianta, d’indiscusso valore ornamentale, va in riposo e pertanto, una volta che le foglie iniziano a ingiallire, bisogna diradare le annaffiature. Una volta seccate completamente si rimuove il rizoma e si conserva in un locale fresco e asciutto, come si fa con i bulbi. Verso Marzo si ripone in vaso con un terriccio prevalentemente torboso e si ricoltiva normalmente fino al ricomparire delle foglie e allo sviluppo completo.
La Zantedeschia (ovvero la Calla) va invece coltivata in esterno e anche se dura in ambienti ombrosi non disdegna gli ambienti soleggiati. Anche per questa annaffiature frequenti ma terreni ben drenati, i ristagni le sono fatali.
Araliaceae
Alcuni esemplari possono raggiungere diversi metri di altezza; tipiche delle zone temperate, spesso vivono anche in esterno.
Alcune tipologie d’Araglia sono cadute in disuso, tuttavia adornano ancora le parti più ombrose di giardini e cortili.
Quelle a lato, d’elevato valore decorativo, sono annoverate fra le piante da appartamento: la Schefflera più morbida e regolare; la Policyas più grafica e stilizzata. Amano ambienti luminosi e temperati; gradiscono terricci soffici e torbosi; annaffiature regolari ma non eccessivamente frequenti e tanta tanta luce.
Aromatiche
Belle ed utili amano siti soleggiati, terreni ben drenati e scarsamente argillosi, vanno spesso ad abbellire balconi e giardini unendo l’utile al dilettevole.
Quelle asciutte (Timo, Maggiorana, Rosmarino, Origano, Lavanda, ecc. tutte quelle con la foglia grigia) amano terreni ben drenati ed annaffiature moderate; le altre quelle umide (Basilico, Prezzemolo, Menta, ecc. tutte quelle con la foglia verde) prediligono anche loro terreni ben drenati, ma annaffiature più frequenti.
Spesso hanno piccole infiorescenze, ma grandi aromi. Bisogna prestare una grande attenzione nel loro uso, spesso all’inebriante profumo si aggiunge un sapore forte e amarognolo specialmente per le essenze asciutte, è necessario pertanto dosarne l’inserimento nei cibi con moderazione e maestria.
Un ultimo suggerimento, se si vogliono usare in cucina trattatele solo con concimi e antiparassitari biologici specifici per l’orto, o meglio ancora non trattatele, tuttavia se optate per la prima soluzione attendetevi scrupolosamente alle istruzioni scritte sui prodotti.
Begoniaceae
La Begonia, originaria del Brasile, si trova frequentemente su balconi e giardini, è una pianta da vaso e si coltiva anche in appartamento in posizione luminosissima.
Dopo la prima fioritura è utile togliere i fiori appassiti e le foglie deperite. Per conservarle al meglio è necessario evitare di bagnare i fiori e le foglie durante le annaffiature; l’acqua che ristagna provoca marcescenze che, di là dal valore estetico, minano la salute della pianta.
Bombaceae
La PACHIRA AQUATICA, lavorata con il tronco intrecciato, è diventata in questi anni una delle piante più gettonate.
Di linea grafica ma dalla chioma fluente s’inserisce con disinvoltura in tutti gli arredamenti; di facile coltivazione, va posizionata in ambienti luminosi, tuttavia resiste anche in posizioni meno illuminate; ama terricci soffici e ben drenati, irrigazioni periodiche e costanti; va aiutata periodicamente con fertilizzanti adeguati. Come tutte le piante da appartamento la temperatura ambiente non deve scendere sotto i 12°C; se ben coltivata la chioma può raggiungere dimensioni considerevoli, in questo caso si può potare a piacere.
Bromeliaceae
D’indubbio valore decorativo, originarie delle Americhe, in natura si presentano sovente in forma epifita, in altre parole abbarbicate su ramo, roccia o addirittura come capita spesso alla Tillandsia Usneoides, sui fili dell’alta tensione e comunque senza terriccio; per sopravvivere sfruttano l’umidità dell’aria ed i microrganismi in essa presenti. Più frequentemente, nei negozi dei fioristi, si trovano piante in terra come: la Neoregelia, l’Aechmea Fasciata, la Guzmania o la Vriesea, queste altre tipologie di Bromelie amano comunque poca terra, pertanto non stupitevi quando ve le presentano nei loro minuscoli vasi.
Le annaffiature devono essere regolari e la posizione luminosa, frequenti le nebulizzazioni, la temperatura non deve mai scendere sotto i 12°C.
In ambienti meno luminosi, anche se in apparenza resistono, sono destinate a deperire inesorabilmente.
Diversamente, se ben coltivate, col tempo apparirà dalla loro base una giovane pianta che potrà dare origine ad un nuovo esemplare.
Cactaceae – Succulente
Comunemente chiamate piante grasse comprendono diversi tipi di essenze appartenenti alle famiglie più disparate, per semplificare le cose le chiameremo Cactaceae e Succulente. Nel primo gruppo metteremo tutte quelle piante, piccole o grandi che siano, dall’aspetto grafico e quasi prive di foglie, mentre, nel secondo gruppo tutte quelle essenze dalla foglia carnosa e quasi sempre prive di elementi spinosi.
Entrambi i tipi resistono in appartamento, tuttavia non dobbiamo dimenticare che il loro habitat naturale è nei siti caldi e soleggiati.
A questo punto non ci rimane che trovare un bel posto luminoso ed inserire la nostra pianta, facendo attenzione a non esagerare con l’acqua, ricordiamo sempre la regola base: più luce, più acqua, meno luce, meno acqua.
In ogni modo periodi di siccità non nuocciono a questi organismi solari che temono, come tutti i loro simili, i ristagni e di conseguenza i marciumi radicali, che nel loro caso si estendono rapidamente a tutto il tronco.
Se invece abitiamo in una zona meridionale o temperata, si possono mettere anche in esterno, avendo l’accortezza di ripararle nel caso le temperature dovessero precipitare, in questo caso potremo annaffiarle regolarmente nei mesi caldi sospendendo l’irrigazione durante il periodo invernale.
Carnivore
Presenti nelle regioni tropicali di tutto il mondo, hanno la caratteristica di attirare gli insetti: fra le loro spire, nei loro esofagi o fra le loro ganasce.
Secernono poi degli enzimi che rendono solubili le prede in modo da permettere alla pianta di assorbire le sostanze azotate.
In appartamento amano siti luminosi, umidi, lontani da correnti d’aria, soffrono la siccità ed il freddo e pertanto, salvo nelle zone d’origine, vanno coltivate rigorosamente all’interno.
Cycadaceae
Cycas Revoluta
Piante originarie del Magadascar e dell’Asia sud-orientale sono annoverate fra le piante da esterno, anche se ultimamente vanno ad adornare grandi spazi anche all’interno. In condizioni di luce ottimale danno buoni risultati; temono i rigori invernali, pertanto gli esemplari in vaso vanno ricoverati ai primi freddi.
Un particolare curioso, dalla loro fecondazione derivano semi di colore rossastro che nei paesi d’origine sono considerati gustosi complementi ad antipasti e pietanze.
Ericaceae
Decisamente da esterno resistono tuttavia nei nostri appartamenti alcune settimane, dopo di che, o si posizionano all’aria aperta o sono destinate a perire. Bisogna comunque fare molta attenzione poiché in commercio ci sono anche varietà meno rustiche che temono i rigori invernali. Varietà di Azalee ed Eriche, possono essere usate anche in interno, compromettendone tuttavia la durata, mentre il Rhododendron va collocato sempre in esterno. Tutte vogliono terreni acidi, siti soleggiati anche se non disdegnano la mezzombra. Amano frequenti irrigazioni, temono i ristagni ma anche la siccità. Quest’ultima a volte può essere loro fatale.
Euphorbiaceae
Un’altra grande famiglia che comprende molti tipi di essenze, le più note: il Croton (Coadieum variegatum) e la Stella di Natale (Euphorbia pulcherrima), entrambe piante da appartamento. La prima predilige siti luminosi e annaffiature abbondanti. In passato era effettivamente molto delicata mentre i nuovi cultivar hanno caratteristiche di resistenza decisamente migliori e pertanto ormai la pianta ha una buona durata.
La seconda, ormai simbolo conclamato del Natale, di grande effetto decorativo, ama essere collocata alla luce, tuttavia si adatta un po’ a tutte le condizioni, sempre per periodi non eccessivamente lunghi.
Finita la fioritura è bene spuntarla a circa 20 cm. dalla base, sopra un nodo, diradando le annaffiature, bisogna conservare infine, la pianta, a 9/10 gradi di temperatura. In Primavera si rinvaserà con terriccio soffice e si coltiverà normalmente senza però eccedere con l’acqua. Nei mesi invernali, le foglie apicali, si coloreranno di rosso dando così origine a nuove stelle.
Geraniaceae
Originaria dei paesi caldi, il Geranio (Pelargonium), è diventato ormai il re dei balconi di tutto il Bel Paese. In commercio, oltre ai tipi tradizionali, si trovano disparate varietà dai profumi intriganti ed esotici. Solitamente sono posti nei siti più disparati, senza tener conto che l’eccesso d’insolazione e di calore, spesso le esauriscono. Si potrà notare nel periodo estivo, che mentre nelle nostre città la pianta eccessivamente esposta inizia a dare segni di sofferenza, in montagna è nel suo pieno splendore; i freschi notturni, l’aiutano a reidratarsi e ad accumulare nuove energie per affrontare la calura del giorno seguente.
Le annaffiature devono essere regolari, ma non eccessive. Concimazioni specifiche sia durante la ripresa vegetativa che nel pieno della fioritura, sempre con moderazione e senza eccessi, saranno per il Geranio un aiuto prezioso. D’inverno va riparata, in maniera lieve nelle fasce temperate, più attenta nelle località più fredde.
Gesneriaceae
SAINTPAULIA
La Saintpaulia o violetta del Capo, è una piccola pianta di sottobosco dai piccoli fiori simili alla violetta e foglie vellutate. Coltivata con attenzione, produce annualmente fioriture generose e persistenti. Si consiglia di rinvasarla almeno ogni due anni, spostandola in un vaso di poche misure più grande del precedente aggiungendo terriccio soffice torboso.
Le annaffiature devono essere moderate ed attente, meglio per immersione, facendo attenzione a non bagnare le foglie: l’acqua produce loro marcescenze inestetiche e dannose per la salute.
Liliaceae
Le piante di Dracaena crescono allo stato spontaneo nella zona tropicale d’America, Asia, Africa e Oceania. Anche in vaso possono raggiungere altezze considerevoli e pertanto sono di grande effetto decorativo.
Amano essere collocate in siti luminosi e coltivate con terricci leggeri, leggermente torbosi; le annaffiature devono essere regolari ma non eccessive; le concimazioni periodiche e costanti, non bisogna dimenticare che le continue irrigazioni depauperano il terreno dalle proprie sostanze nutritive.
Alcune varietà come la Dracaena marginata resistono per lunghi periodi anche in zone meno luminose, tuttavia se lo stazionamento in poca luce persiste sono destinate a deperire.
Marantaceae
Le Marante, sono originarie del Perù, del Brasile e delle foreste amazzoniche. Dette anche piante della preghiera, alcuni esemplari chiudono le proprie foglie verso l’interno con il buio e le aprono verso l’esterno con la luce.
D’elevato valore decorativo, amano ambienti luminosi, annaffiature frequenti ed abbondanti. Nei mesi più caldi, da Maggio a Settembre, è bene aiutarne la crescita con fertilizzanti liquidi completi, non organici.
Melastomaceae
La Medinilla Magnifica, cresce naturalmente nella foresta pluviale delle Filippine. In natura, pianta epifita (cresce su un’altra pianta non da parassita ma usandola solo da supporto), ben si adatta agli ambienti luminosi e caldi. Come pianta ornamentale, coltivata in terra, va irrigata periodicamente e nei mesi caldi, nebulizzata giornalmente, anche più volte al giorno. Bisogna astenersi dalle concimazioni salvo poco prima della ripresa vegetativa. La temperatura ambiente non deve mai scendere sotto i 15°C.
Moraceae
FICUS ELASTICA e FIUS BENJAMINA sono le piante ornamentali più note, parlando di un genere che comprende oltre 600 specie. Anche se in alcune zone temperate del nord e nel meridione d’Italia si possono trovare esemplari di Ficus Elastica, Ficus Benjamina o varietà similari in esterno, visti i cambiamenti climatici, erano piante da appartamento; di indubbio valore decorativo, specialmente i grossi esemplari, con la loro forma arboricola, sviluppando l’effetto giardino all’interno dell’abitazione.
Amano ambienti luminosi, irrigazioni abbondanti, concimazioni regolari e periodiche. Attualmente vengono usate anche per decorare gli esterni cittadini e non hanno dsto particolari problemi di ambientazione.
Il Ficus carica (fico da frutto), forse la più nota in assoluto, è una pianta orticola che in ogni modo appartiene a questa grande famiglia.
Palmae
La KENTIA (HOWEA FOSTERIANA) e la Chamadorrea sono indubbiamente le piante da appartamento più famose; usate già nei secoli scorsi come piante ornamentali, con la loro eleganza e morbidezza sposano con disinvoltura sia gli arredamenti classici che quelli d’avanguardia; amano ambienti luminosi, irrigazioni periodiche e costanti, temono i così detti “colpi di sete”.
Ultimamente si coltivano come piante da appartamento altre varietà di palme come la Livinstonia e la Phoenix Robellinii, di buon effetto decorativo, di buona durata e con caratteristiche colturali uguali alle precedenti tuttavia al momento meno resistenti.
Polypodiaceae
Felci
Alcune d’origine tropicale, altre di provenienza nostrana; le prime naturalmente da appartamento, le altre decisamente da giardino, quest’ultime amano siti umidi e ombreggiati. L’Adiantum capillus Veneris (il Capelvenere) è una di queste, tuttavia non disdegna nemmeno gli appartamenti dove ama siti luminosi e freschi; le annaffiature debbono essere abbondanti e regolari.
Di Nephrolepis e di Asplenium, ve ne sono di diversi tipi, quasi tutti da appartamento, hanno le stesse norme colturali del Capelvenere.
Il Platycerium alcicorne (corna d’alce), essendo una pianta epifita, insieme alle annaffiature abbondanti ama anche nebulizzazioni frequenti.
Primulaceae
Ciclamini e Primule, gioia e delizia dei nostri balconi, adornano le finestre di quasi tutta la Penisola.
I Ciclamini amano il fresco e si adattano abbastanza facilmente anche in appartamento dove le annaffiature, a causa del caldo, dovranno essere abbondanti, tuttavia in casa la loro durata è relativa. Diversamente adorneranno i nostri balconi da Ottobre ad Aprile con fioriture generose. In esterno le annaffiature saranno relative alle condizioni meteorologiche. A fine fioritura i bulbi dovranno essere espiantati e conservati in locali asciutti e freschi, dovranno essere ripiantumati a fine Agosto e daranno i primi fiori verso Natale.
Anche se in natura compare in Primavera, siamo ormai abituati a vedere la Primula già dai primi giorni dell’anno e praticamente ci accompagna con le sue fioriture fino a Maggio. Pianta rustica da esterno, se ben coltivata rifiorisce anche gli anni successivi. Sarà buona cura annaffiarla regolarmente d’Estate e fertilizzarla adeguatamente in Primavera, alla ripresa vegetativa.
Rubiaceae
La Gardenia, introdotta in Europa alla metà del 1700, pare sia originaria dell’estremo oriente, alcuni dicono addirittura dei mari del sud. Chiamata inizialmente Gelsomino di Malabar, è rimasta ad oggi sinonimo di sobrietà ed eleganza.
Pianta da esterno a tutti gli effetti può essere tenuta in appartamento per brevi periodi, desidera irrigazioni periodiche abbondanti, terricci acidi privi di calcio e di conseguenza non gradisce acque dure, particolarmente calcaree. Va riparata dai rigori invernali ed aiutata con fertilizzanti specifici sia durante la fioritura che alla ripresa vegetativa.
Saxifragaceae
La Saxifraga e l’Hydrangea sono le rappresentanti più note di questa grande famiglia; la prima comprende più di 300 specie di cui alcune crescono spontanee anche nel nostro paese. Annoverate fra la flora alpina crescono fino ai 4.000 metri di altitudine. In commercio ne esistono sia da appartamento che da esterno, dove vengono impiegate per realizzare giardini rocciosi.
L’Hidrangea (Ortensia) è invece da giardino, si può coltivare sia in vaso che in piena terra; anche se si può tenere per brevissimi periodi in appartamento, ama terreni acidi e ben drenati, irrigazioni frequenti ed abbondanti, mal tollera i colpi di sete; resiste alle basse temperature, d’inverno perde le foglie che rispuntano poi in primavera. Va aiutata con fertilizzante specifico durante la ripresa vegetativa e volendo con intensificatori di colore.